Crescono in Italia gli investimenti in efficienza energetica. Nel 2015 sono stati investiti 5,6 miliardi di euro, oltre il 10% in più rispetto all’anno precedente. A guidare la classifica è il comparto residenziale, con 3 miliardi, il 56% del totale. Seguono il settore industriale (circa 1,8 miliardi, il 32%), il terziario e gli uffici (inclusa la pubblica amministrazione), che valgono meno del 14% del totale. A renderlo noto l’Energy Efficiency Report relativo all’anno 2015 redatto dall’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano.

L’Energy Efficiency Report ha analizzato gli investimenti in efficienza energetica in Italia del comparto industriale (in particolare i settori a maggior consumo di energia), della metallurgia, della meccanica, dell’alimentare, della chimica, della carta, dei prodotti per l’edilizia e del vetro e della ceramica, ma anche quelli del terziario, soprattutto Grande distribuzione organizzata e hotel, e del settore residenziale più uffici.

Se in ambito industriale prevalgono le soluzioni che intervengono sull’efficientamento del processo produttivo e sull’erogazione dei servizi generali, nel residenziale e nel terziario hanno la meglio quelle che impattano sull’involucro edilizio e sul riscaldamento/raffrescamento.

Il rapporto ha evidenziato che nel residenziale (12,2 milioni di edifici) gli investimenti hanno toccato la punta massima, raggiungendo i 3 miliardi. In particolare, nel 2015 si è registrato un vero e proprio boom di installazioni di pompe di calore, il cui volume d’affari è aumentato di oltre il 50%, arrivando a toccare 1,1 miliardi di euro. Anche gli interventi sull’illuminazione hanno fatto registrare una crescita significativa (450 milioni) grazie soprattutto al progressivo aumento di maturità della tecnologia Led.

C’è però l’altro lato della medaglia. L’Italia è ancora lontana dagli obiettivi posti per il 2020 dalla Strategia Energetica Nazionale. A tal proposito, si ricorda che le direttive e gli obiettivi in termini di efficienza energetica per il nostro Paese sono racchiuse nella Strategia Energetica Nazionale (Sen) e nel cosiddetto Pacchetto 20-20-20. La prima stabilisce per l’Italia un consumo di energia primaria nel 2020 di 158 Mtep (unità di misura che rappresenta la quantità di energia rilasciata dalla combustione di una tonnellata di petrolio grezzo), la seconda nello stesso anno impone un consumo di 167 Mtep.

Al termine del 2015 l’Italia ha fatto registrare un consumo di energia primaria di circa 165 Mtep, ossia già al di sotto della soglia prevista dal 20-20-20 e di poco superiore a quella indicata dalla Sen. Tuttavia il raggiungimento della quota target è dovuto principalmente al calo dei consumi e della produzione conseguenti alla crisi economica, con inevitabile riduzione del consumo energetico, non a un miglioramento dell’efficienza.

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